Nuovo regime forfettario

La Legge di Stabilità per il 2015 (Legge 190 del 2014), all’articolo 1, commi 54-89, nonché la Legge di Stabilità 2016, all’articolo 1, commi 53-54, hanno previsto che dal 1° gennaio 2015 per le persone fisiche con reddito di lavoro autonomo e/o d’impresa si applicherà un nuovo regime forfettario, che sostituisce, i preesistenti regimi agevolati, tra cui quello dei contribuenti minimi (più propriamente detto “regime di vantaggio per i giovani e i lavoratori in mobilità”) e delle nuove iniziative produttive.

Il vecchio regime dei minimi, abrogato dalla Legge di Stabilità, è però stato prorogato dal cosiddetto “Milleproroghe” come opzione per chi inizia l’attività nel 2015, accanto al nuovo regime forfettario.

Caratteristiche principali del nuovo regime forfettario dal 2015 2016

Il regime forfettario per il 2016 non ha limiti di durata o di novità dell’attività, a patto di soddisfare le condizioni di accesso nell’esercizio precedente:

  1. ricavi inferiori all’importo per codice attività ATECO variabili tra i 15.000 € 20.000 € e 40.000 € 50.000 € come da tabella (nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, conta il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi a tali codici)
  2. spese per lavoro dipendente o accessorio inferiori a 5.000 €
  3. beni strumentali compresi quelli in noleggio o comodato per un importo inferiore a 20.000 € al lordo degli ammortamenti
  4. prevalenza del reddito d’impresa e/o di lavoro autonomo rispetto a redditi di lavoro dipendente e assimilati oppure reddito complessivo inferiore a 20.000€. redditi di lavoro dipendente e assimilati non superiori a 30.000 €

Possono quindi aderire anche soggetti già in attività, anche a tassazione ordinaria IRPEF, che soddisfino i predetti requisiti di accesso.

La tassazione con imposta sostitutiva di IRPEF e IVA è pari al 15%, rispetto alla più conveniente aliquota del 5% del previgente regime dei minimi.

Il reddito imponibile si calcola non più sulla differenza analitica tra ricavi incassati e costi sostenuti, ma applicando ai redditi una percentuale di redditività forfettaria “presunta” (per questo motivo abbiamo scherzosamente ribattezzato il nuovo regime “studio di settore in miniatura”) a seconda dell’attività svolta, come da tabella.

Per i primi tre cinque esercizi di attività (fase di start-up) il reddito imponibile così calcolato è ridotto di un terzo si applica un’aliquota agevolata del 5% (come nel regime dei minimi).

Il limite massimo di ricavi è differenziato a seconda dell’attività esercitata, secondo la tabella.

Settore Codice attività ATECO Limiti compensi 2015 Limiti compensi 2016 Redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) € 35.000 € 45.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 € 40.000 € 50.000 40%
Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 48.21.00 € 30.000 € 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 € 20.000 € 30.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) € 15.000 € 25.000 86%
Intermediari del commercio 46.01.00 € 15.000 € 25.000 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) € 40.000 € 50.000 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) € 15.000 € 30.000 78%
Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 –32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) € 20.000 € 30.000 67%

Per artigiani e commercianti nel 2015 era possibile optare per il più conveniente versamento dei contributi previdenziali senza applicazione dei minimali contributivi previsti, come già accade per gli iscritti alla gestione separata (liberi professionisti “senza cassa”), dal 2016 è possibile optare solamente per la riduzione dei contributi della gestione commercianti o artigiani pari al 35%, sia sul minimale che sulle eccedenze.

Pertanto, effettuando apposita domanda di agevolazione contributiva, per chi esercita attività commerciale (chiaramente in mancanza di altre coperture previdenziali per attività prevalenti per le quali è previsto l’esonero) l’importo del contributo minimale fisso è di € 2.351,07 (2.343,63 IVS + 7,44 maternità), da versare in 4 rate uguali di € 587,77 il 16 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 16 febbraio, mentre la riduzione per le eventuali eccedenze è equivalente al versamento con un aliquota del 15,07% (in luogo del 23,19% ordinario). Chi invece è iscritto alla gestione artigiani avrà contributi fissi ridotti pari a € 2.341,98 (2.334,54 IVS + 7,44 maternità) in 4 rate uguali di € 585,50. L’aliquota delle eccedenze è equivalente al 15,02%.

Ulteriori limiti e caratteristiche del nuovo regime forfettario per il 2016 ricalcano la normativa dei contribuenti minimi.

È importante sottolineare che chi attualmente adotta il regime dei minimi potrà continuare ad adottarlo fino alla scadenza naturale (5 anni dall’inizio attività o comunque fino al raggiungimento dei 35 anni d’età), oppure, qualora lo volesse, potrà optare per il nuovo regime forfettario o per il regime ordinario.

Pagina originariamente creata il 5 gennaio 2015 e integrata con le modifiche approvate con la Legge di Stabilità 2016

Per maggiori informazioni e chiarimenti scrivi un commento oppure

Contattaci ora!

Nuovo regime forfettario

6 risposte

  1. Mi chiedevo, anche alla luce della C.M. 17/E/2012, se posso beneficiare come nuova partita iva del regime agevolato al 5%, se l’anno prima ho emesso tre fatture in regime di lavoro occasionale. Grazie, un saluto

    robby 27 novembre 2016 alle 16:02 #
    • Buongiorno Robby,

      La risposta è affermativa. Aver svolto prestazioni di natura meramente occasionale (e relativo rilascio di ricevute [non emissione di fatture!]), non comporta aver svolto attività abituale nei tre anni precedenti.

      Rimango a disposizione per ulteriori approfondimenti, e ricordo che può ringraziarci con un like, un follow o un +1 (link sulla barra di navigazione).

      Tiziano D'Angelo 28 novembre 2016 alle 11:00 #
  2. Salve, innanzitutto grazie per l’articolo è molto interessante. Mi rimane un dubbio, vorrei aprire una partita IVA a regime forfettario a gennaio 2017, mi sembra di avere i requisiti e mi servirebbe per fatturare principalmente ad una società inglese per consulenza (o sviluppo) software. In questo caso sarei comunque esentato dal versare l’IVA? Cioè, di 100 euro incassati dovrei moltiplicare per il fattore di redditività (ipotizzo 78%), sottrarre i contributi previdenziali (27,5%?), 5% di imposta sostitutiva (sarei in fase di start-up) ottenendo così un netto di 72,5 euro? Visto che mi sembra troppo bello per essere vero, cosa sto sbagliando?
    Grazie!

    Domenico 15 dicembre 2016 alle 16:12 #
    • Buonasera Domenico,
      Che sia in regime forfettario o ordinario, non cambia, la fatturazione di servizi resi verso un cliente/committente comunitario, dotato di partita IVA iscritta al VIES, avviene nella medesima modalità che può approfondire qui. Si tratta di operazioni Fuori Campo IVA, con dicitura obbligatoria in fattura “inversione contabile – reverse charge”, e sarà la società sua cliente a integrare (ed eventualmente versare, se è tenuta) l’IVA sulla sua prestazione.

      A livello di tassazione del reddito è effettivamente così, semplificando molto (e non tenendo conto degli effetti di liquidità dei saldi/acconti): su 100 € incassati si versano 20,06 € di contributi previdenziali Gestione Separata INPS (aliquota del 25,72% dal 2017) e 3,90 € di imposta al 5% (ipotizzando che nel primo anno non siano versati contributi previdenziali, in quanto l’importo versato sarebbe deducibile dal reddito imponibile per determinare l’imposta sostitutiva).

      Rimango a disposizione per ulteriori approfondimenti, e ricordo che può ringraziarci con un like, un follow o un +1 (link sulla barra di navigazione).

      Tiziano D'Angelo 15 dicembre 2016 alle 19:28 #
  3. Buonasera,
    Ottimo articolo!
    Sono un lavoratore dipendente con reddito lordo annuale inferiore a 30.000€, vorrei aprire una p.iva in regime forfettario, supponendo di incassare mettiamo 10.000€ nell’arco del 2017 in attività (commercio all’ingrosso o dettaglio) fattore al 40% il calcolo delle tasse dovrebbe essere il seguente:
    (10.000 – contributi previdenziali ?? ) *40% il tutto per 5%?

    Ma i contributi previdenziali a quanto ammonterebbero?
    Quanto costa la gestione annuale all’incirca?

    Grazie
    Saluti
    Giaco

    Giaco 6 gennaio 2017 alle 19:10 #
    • Buonasera Giaco,

      La ringrazio per il gradimento e per il suo quesito.
      L’imposta sostitutiva del 5% si applica sul 40% dei ricavi (incassi) meno i contributi previdenziali.
      I contributi previdenziali (dati 2016) ammontano a 3613,02 € fissi per un reddito fino a 15.548 €, sulla differenza oltre i 15.548 € si applica un’aliquota del 23,19%. Nel regime forfettario si può però optare per la riduzione del 35% di questi contributi.
      Per il costo di gestione annuale può contattarmi tramite il modulo di contatto sul sito.
      Rimango a disposizione per ulteriori approfondimenti, e ricordo che può ringraziarci con un like, un follow o un +1 (link sulla barra di navigazione).

      Tiziano D'Angelo 9 gennaio 2017 alle 20:21 #

Lascia un commento

Commercialista Online